Istituto Buon Pastore a Torino – 1978

L’Istituto del Buon Pastore, progettato nel 1855 da Blanchier per il recupero delle “ragazze povere e traviate” con pesanti riferimenti simbolici, era costituito da molteplici edifici inseriti in un’area estesa ai bordi della città. L’originaria localizzazione era esito dell’intento perseguito dalle classi dirigenti della città, di isolare in aree allora marginali gli elementi di possibile conflitto generati dai processi di inurbamento e prima industrializzazione in atto. Negli spazi liberati dalla demolizione della cinta fortificata trovarono così allocazione ospedali, prigioni, manicomi e reclusori di ogni tipo. Attualmente tale patrimonio desueto mette a disposizione degli enti istituzionali ampie aree in zone ormai assolutamente centrali della città, da riutilizzare per la creazione e l’implemento di servizi collettivi.

Nel caso in oggetto, decaduto l’Istituto, la Regione ha affidato a un pool di progettisti il recupero dell’area destinandola a Centro della Sanità piemontese.

Il progetto nasce dal potenziamento della configurazione storico-urbanistica del luogo con l’esplicito obiettivo di evidenziare il ruolo di cerniera dell’impianto fra centro antico e nuove edificazioni, secondo un processo di integrazione formale e funzionale degli edifici esistenti restaurati e rifunzionalizzati per le nuove esigenze. Il nuovo assetto dell’area è stato strutturato a partire dall’analisi puntuale dei legami spaziali e architettonici preesistenti che ha permesso di inserire con leggerezza e creatività nell’originaria orditura urbanistica, le soluzioni di alto profilo tecnologico adottate.